Nuovi ricordi

aprile 29, 2008

Ah, Gunter Grass da Fazio dice che ancora scrive con le care vecchie Olivetti… Non le cambierei con un sano computer, per carità, però conservano quell’alone di nostalgia, romanticismo e sapore di passato che mi affascinano sempre.
Una società strana la nostra, un computer di 10 anni fa non ha lo stesso effetto. E nemmeno un cellulare o un telefono. E invece quei vecchi apparecchi a manovella, o i telefoni sip grigi con la ruota per comporre i numeri… quasi magia.
E la vecchia Vespa, o l’originale Cinquecento, le prime macchine fotografiche.
Una volta un sociologo mi ha detto che la nostra società è “adolescenziale”, si cerca sempre il nuovo, l’ultimo modello di ogni cosa, non si pensa più al passato, non si progetta il futuro, si è concentrati solo sul presente e si perdono molte cose.
E’ il momento di crescere un pò…

“Sbucciando la cipolla”, Gunter Grass (Ed. Einaudi)

Costruzioni per 70 milioni di metri cubi. Lo dice la Gabbanelli a Report. E’ quello che è previsto dal piano regolatore di Roma. E ti dicono che lungo l’Appia c’è il parco archeologico più grande al mondo, ma che già ci hanno costruito intorno di tutto, e in base a questo piano si costruirà ancora. E poi Parigi, stessi abitanti di Roma ma molto più piccola per estensione. Eppure 14 linee della metro contro le 3 di Roma. E un tizio che dice che lì prima costruiscono le strade, poi pensano l’architettura.
E come al solito ti fanno pensare che tutto il mondo sappia fare le cose meglio di noi. Che in qualsiasi altro paese europeo le cose funzionino, invece da noi no. Che c’è sempre qualcuno pronto a cercare il proprio guadagno, invece che il benessere collettivo.
E mi chiedo se mai il nostro paese riuscirà a cambiare, se mai noi riusciremo a cambiare.

Sveglia alle 6, treno Loreto-Milano, arrivo alle 12.55, Stazione Centrale immersa nel sole, metro verde per Porta Genova (sbagliando fermata) e almeno un’ora di cammino, con borsoni al seguito e imprecazioni contro noi stessi per non aver portato i trolley, per arrivare all’albergo. Un pò di riposo, cambio d’abito e di scarpe e poi, via, pronti per girare la città! Piazza Duomo piena di gente e con colonna sonora di Bella Ciao e La Locomotiva. Prima volta dentro al Duomo, semplicemente imponente! Cena in corso Como, scoprendo una parte della città sorprendentemente adorabile.

Ritorno in albergo, esausti. Ma tutti i caffé presi durante la giornata per non soccombere alla sveglia mattutina tengono sveglia me e la mia compagna di stanza a parlare fino alle 3. E la sveglia fissata il giorno prima per non perdere il treno, che avevo dimenticato di disattivare, ci sveglia – o almeno ci prova – di nuovo alle 6! Comunque, alle 8.30 tutti fuori per vedere il mastodontico Castello Sforzesco (previa colazione nel Bread & Breakfast consigliato), le sue stanze affrescate che tolgono il fiato e guardare i gruppi che fanno Tai Chi Chuan al sole di Parco Sempione.

Arrivare a Santa Maria delle Grazie per vedere L’Ultima Cena e scoprire che occorre la prenotazione obbligatoria, ma consolarsi con una bella chiesa e un chiostro fiorito che ispira tranquillità. E poi i Navigli, che anche se non c’entra niente mi fanno tanto ripensare ad Amsterdam.

E poi i palazzi, ovunqe cammini, porta Ticinese, vedere il cartellone pubblicitario del nostro cliente, il negozio di guanti sotto la galleria, maledirsi per non aver avuto tempo di vedere la Scala e un sacco di altre cose, che resteranno lì per un prossimo viaggio. E scoprirmi a cercare annunci di affitti, sognando un futuro trasferimento.

In partenza per Milano

aprile 24, 2008

Domani festa, è il 25 aprile, e con degli amici abbiamo programmato una gitarella a Milano. Non vedo l’ora di partire, passeggiare sui Navigli, vedere il Castello Sforzesco, magari salire fino in cima al Duomo e, spero, riuscire a prendere uno di quei tram di Milano che mi piacciono tanto, con quel loro vecchio stile.

Il treno è ancora un problema, perché è pieno. L’albergo in cui avevamo fermato due camere qualche giorno fa non ci ha ancora dato la conferma della prenotazione… Ho dovuto fare la lavatrice e spero che qualcosa si asciughi in tempo per domani. Devo ancora preparare la valigia, farmi la doccia e lavarmi i capelli. Tutto, spero, in tempi brevi, così non andrò a dormire ad orari assurdi, visto che domani la sveglia suonerà abbastanza presto.

Al mio ritorno racconterò dei posti che ho visto, e spero che siano tanti e belli!

Gad Lerner sul giornalismo

aprile 23, 2008

Guardo Gad Lerner che a L’Infedele parla di giornalismo e di ordine. Della necessità della sua esistenza e delle limitazioni che impone all’entrata.

Io sto scrivendo per diventare giornalista, è una professione che mi piace e mi affascina. Eppure che mi fa sorgere anche tanti dubbi. E’ un lavoro che vorrei fare? Comporta un atteggiamento che condivido? Non lo so. Si, sono abbastanza curiosa però vorrei essere anche abbastanza coerente con me stessa, diretta, onesta e sincera.

Luca Sofri dice che i giornali italiani sono pieni di comunicati stampa… Ebbene si, e anche io contribuisco a questo. Sofri dice che i quotidiani italiani non sono di qualità. Non capisco se la scarsa qualità sia una causa o una conseguenza, secondo lui. Secondo me una conseguenza. Ci sono ottimi giornalisti in Italia, ma i giornali non hanno più soldi per tenerli in redazione. Io lo vedo con i quotidiani regionali. Tagliano sui collaboratori, tutto ricade sui redattori, che hanno poco tempo e un giornale da costruire. E’ naturale che si affidino ai comunicati stampa.

Si crea un circolo vizioso? Si fa credere a chi fa ufficio stampa che tanto, bene o male, il comunicato che lanciano, anche con la notizia più insulsa, verrà pubblicato perché in qualche modo devono riempire il giornale? E verrà pubblicato così com’è, perché non hanno tempo di rielaborarlo. Un comunicato, che dovrebbe essere solo un testo in cui il giornalista trova le informazioni centrali, da approfondire, ormai si traduce quasi integralmente in un articolo, e l’inchiesta va a quel paese.

Non è un bene, nè per i giornali, nè per chi fa ufficio stampa, nè per gli italiani.

Traslochi

aprile 23, 2008

Interessante cercare di capire perché mi sono sentita strappare via qualcosa quando oggi mi hanno comunicato che da domani dovrò cambiare postazione in ufficio. Cambio di scrivania, cambio di stanza, cambio di computer, cambio di compagni di stanza, cambio di prospettiva visiva…

Non so, sono affezionata alla mia postazione, è sempre stata quella da quando ho fatto il salto da stagista a account. E’ vero, molte volte l’ho odiata quella postazione, perché era nel mezzo del passaggio di tutti, e ci avevo messo mesi a trovare un mio modo di organizzarmi per sgomberare la scrivania.

Da domani, invece, faccio cambio con un mio collega. Passo nell’altra stanza, quella che dà sul retro, quella buia, più incasinata, più soffocante. Passo nella postazione nell’angolo, quella con la libreria e le mensole che incombono dietro… per me che ho bisogno di aria, di spazio, di luce, di respiro.

 

Hello world!

aprile 13, 2008

Hello World, mi dice lui. E allora io rispondo Hello Word, nel senso di WordPress. Comunque, ciao mondo, perché apro qui il mio nuovo blog. Il precedente – che poi non era un vero e proprio blog, piuttosto una finestra aperta sulla mia vita per i miei amici lontani – cominciava ad essere troppo “famoso” (nel mio piccolo) per i temi che affrontavo. (quindi scusatemi se non lo linko)

E allora ecco una versione più presentabile di me, almeno nelle intenzioni. Poi si vedrà.