No, ma, mi chiedevo: qualcuno ha mai pensato ad una lettura in chiave psicologica dei tag? Che con le tag cloud, secondo me, si fa ancora meglio. Per esempio, guardando la mia di cloud ho scoperto che ho scritto soprattutto di:

  1. francesca
  2. lavoro
  3. passioni/Milano

E poi le categorie: passioni e lavoro non hanno pari.

E allora ho pensato: se la preponderanza di “francesca” si spiega facilmente col mio egocentrismo, che ormai da anni ho riconosciuto e imparato ad accettare, mi incuriosisce la vicinanza tra “passioni” e “lavoro”. Forse perché quello che faccio per lavoro mi piace talmente tanto che è anche una passione?

Ho fatto una veloce, velocissima e poco approfondita ricerca on line e ho trovato solo questo che spiega la psicologia dei font (e comunque ho trovato interessante anche questo. Tanto per la cronaca, io, se solo fosse abbastanza chiaro da leggere, userei tutta la vita Arial Narrow…).

Quindi alla fine mi faccio un’autoanalisi e dico che, secondo me, i miei tag rivelano che sono una indefessa egocentrica, appassionata lavoratrice.

 

(e tanto per non smentirmi questo post lo taggo “francesca”!)

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Che siccome che qua la situazione sta andando sempre peggio e qualcosa per questo nostro pianeta dovremo pur farlo, vi suggerisco di aderire anche voi a questa campagna tutta dedicata ai blog:

It’s that easy. Post the 350 Challenge badge on your site and we’ll offset 350 pounds of carbon in your name! 350 pounds! That’s like flicking off 100 lightbulbs for a day. Or going two full weeks without your car!

Che io nel mio piccolo qualcosa ci provo pure a farlo.

Twitter-addict

maggio 29, 2008

Tempo fa parlavo con un “bloggista” di comprovata fama che mi spiegava le sue tecniche per non essere sopraffatto dalla rete. Ad esempio obbligarsi a controllare le mail solo ogni 120 minuti e non lanciarsi sul pc appena sveglio. Oggi mi è tonato in mente, perché sempre per colpa – simpaticamente parlando – del suddetto “bloggista“, ormai sono nel turbine dei social network… Praticamente mi iscrivo ad uno nuovo quasi ogni giorno (ed è facile trovarne sempre di nuovi, visto che non ero da nessuna parte). Con Twitter ho trovato il modo di soddisfare il mio bisogno di dire quasi tutto quello che mi passa per la mente nel momento esatto in cui lo penso, senza necessariamente dover rompere le scatole a chi mi sta vicino in quel momento. Ora le scatole le posso rompere a 69 persone in tutta Italia… e sò soddisfazioni!

Di Facebook avevo già parlato, e nemmeno troppo bene. Eppure da quando ho scoperto Word Challenge (una specie di Scarabeo) e World Conquest (una specie di Risiko), da quando ho capito che è il modo più veloce per “parlare” con La Mia Coinquilina che ora vive a Bruxelles e da quando mi ci hanno ribeccato ex compagne d’Università attualmente a testa in giù in Australia ammetto che l’ho un pò rivalutato.

E oggi ho pure scoperto che su iGoogle ci son elementi per Twitter e Facebook da aggiungere alla propria pagina personale. Quindi ora ho una scheda tutta news e una tutta social. E tengo tutto sott’occhio, perché non sono per nulla virtuosa e io nelle mie dipendenze ci sguazzo.

Oggi, di nuovo grazie al già citato “bloggista“, ho conosciuto Soundflavor, e scusatemi se dico che al momento lo preferisco a Last.fm… Comunque, per avere argomenti per giudicare, sono iscritta a entrambi… giusto perché qui non ci facciamo mancare nulla!

Oggi ho visto la cima del Conero spuntare da un mare di nuvole, invece che dal solito Adriatico, e dietro una curva, scendendo da Recanati, i fuochi d’artificio sparati nel cielo sopra Osimo… o giù di lì.

Praticamente una settimana di silenzio… E ora? Potrei parlare di molte cose che ho appuntato mentalmente in questi sette giorni. Ad esempio di Mara Carfagna che non ha concesso il patrocinio del suo ministero al Gay Pride. Magari qualcuno le spiegherà, strada facendo, che cosa significano “pari opportunità”… ma visti i suoi compagni di governo ne dubito.

Oppure della neopresidente di Confindustria, che inizia il suo mandato con un morto sul lavoro. Un operaio schiacciato da un carico di tubi alla Marcegaglia di Casalmaggiore. E non è un buon inizio.

Potrei raccontarvi che una sera, guardando uno di quei quiz in tv, alla domanda su “cosa incantava col suo flauto il Pifferaio Magico” nella famosa fiaba dei Fratelli Grimm il concorrente di turno ha risposto “non conosco molto le fiabe”. E potrei dirvi che ho provato tristezza per questa risposta, perché se non riusciamo a conservare quel poco della magia della nostra infanzia come si può affrontare il futuro? E renderlo bello per i nuovi bambini.

E’ successo anche che un ragazzo a Torino si è dato fuoco perché non gli avrebbero rinnovato il contratto a tempo. E il suo datore di lavoro, intervistato dal solito sconcertante Tg5, ha avuto il coraggio di fare questa agghiacciante dichiarazione: “io l’avevo assunto perché sembrava soffrire di un complesso d’inferiorità, quindi pensavo che non avrebbe creato problemi, invece si è rivelato diverso e allora ho deciso di licenziarlo”… Se siamo arrivati a questo punto, con assunzioni determinate da quanto si può sottomettere una persona ed esercitare autorità su di lei senza che crei problemi siamo davvero in un mondo in cui non sono fiera di vivere.

Questa settimana ho anche fatto più volte ricorso ad un farmaco antidolorifico… nonostante Mauro, molto protettivo, mi dica sempre di non esagerare e cerchi di convincermi a non prenderlo. E nei giorni scorsi si è letto che pare che siano state pagate mazzette per evitare controlli sull’Aulin. Mai approvato negli Stati Uniti e in Giappone, ritirato nel 2002 in Spagna e Finlandia e nel maggio 2007 in Irlanda, in Italia viene venduto regolarmente.

Io, comunque, sono ancora fiduciosa che si possa vivere in un mondo un pò migliore, e per infondere un pò di bontà vi segnalo questo.

Oggi ho visto…

maggio 18, 2008

Oggi ho visto il cielo grigio e le foglie di un albero mosse dal vento, un artista di strada con cilindro nero e giacca rossa con le code che, appoggiato ad una panchina, caricava di sapone la boccetta per fare le bolle di sapone, la prima lucciola della stagione – e adesso si, è estate -, una bambina guardarmi dal lunotto della macchina di fronte alla mia, e lo abbiamo fatto tutti da piccoli, una volpe attraversarmi la strada andando verso Macerata, un polittico del Crivelli semplicemente imponente e una foto di una donna in controluce che corre sulla riva del mare.

Oggi ho visto un amico per la prima volta con la sua nuova ragazza, un ragazzo che un pò comincia a piacermi, un gruppo suonare swing per la strada e ho adorato il loro contrabbassista, e una fiammella al lato della strada sulla via da Macerata.

Gran parte di tutto questo è avvenuto mentre ascoltavo lui.