INTRO. Ringrazio Emanuele per l’invito a questo evento che con Open Knowledge ha creato una buona occasione per discutere in modo approfondito di tematiche che ci stanno a cuore, non sono mancati anche esempi concreti italiani ed esperienze di casi internazionali. Questa e’ l’ottima premessa iniziale: “L’Enterpise 2.0 si e’ imposta a livello internazionale come cambiamento radicale nel modo dioperare delle organizzazioni per potenziare l’innovazione, migliorare le performance, ridurre i costi, diffondere l’apprendimento, costruire appartenenza e motivazione”; e questi gli ottimi obiettivi iniziali: “una riflessione a 360° sugli impatti organizzativi e di business che l’Enterprise 2.0 introduce, un’esplorazione completa dei diversi ambiti di intervento dell’Enterprise 2.0 (tagging, blog, wiki, fedd, open innovation, widget), un taglio operativo focalizzato su casi applicativi e metologie/strumenti collaudati sul campo, l’ingaggio di speaker di primaria importanza a livello internazionale nei rispettivi ambiti di azione

FORUM CONTENT. PANEL 1: Un panorama sull’Enterprise 2.0 e sul suo valore strategico per le organizzazioni

* Passato e futuro a confronto. Le dinamiche tra generazioni nell’Enterprise 2.0 – Norman Lewis

Intervento denso di riflessioni di spessore con una visuale molto ampia che spazia dalla Generazione X alla Generazione Y … in pratica vedendo la tecnologia attraverso le generazione. Cercando di capire la Generazione dei Nativi Digitali con lo scopo di costruire una prolifica Enterprise 2.0 e non dimenticando di gestire il passaggio di paradigma culturale che la tecnologia sta portando con se. I gggiovani d’oggi approcciano alla tecnologia come ad un intensa esperienza, in cui cercano di esprimere una propria identita’ e relazionane, in questo senso le aziende si troveranno a gestire una generazione non abituata alla gerarchia.

* Non e’ (solo) tecnologia! l’Enterprise 2.0 come nuovo paradigma organizzativo e strategico – Emanuele Quintarelli.

Il titolo dell’intervento spiega perfettamente il focus dell’intervento di @absolutesubzerol’E 2.0 e’ nuovo paradigma organizzativo che provoca impatti reali e potenziali sull’attuale struttura organizzativa ed un cambio di mentalita’ aziendale. In questo contesto ci si interroga quale siano le cause che fanno morire un progetto … spesso emerge il tecnicismo e viene venduta all’azienda una soluzione informatica senza aver ben valutato la reale esigenza dell’azienda.

PANEL 2: Enterprise 2.0: Strumenti e storie di successo internazionali

* Costruire comunita’ web che aggiungono valore – David Terrar

Analisi dei fattori di successo nelle Community On-Line, in particolare tramite quali leve motivare i membri della comunità, come si può rendere democratica una community e su come valorizzare i contenuti persone. Ci si dovrà preparare a perdere il controllo, senza dimenticare di integrare la community con l’attivita’ strutturata dell’azienda.

* Analisi dei network sociali. Le conversazioni informali come asset tangibili per l’azienda – Laurence Lock Le

Questo intervento ha spiegato molto bene cosa sono e come possono essere utilizzate le reti sociali, identificando il valore delle relazioni anche fuori dai confini aziendali. Incamerando ed elaborando i dati sulle interazioni sociali.. che si possono trasformare in ottime informazioni rappresentate in esplicativi grafici.

* Coltivare Wiki per cambiare l’organizzazione ed aumentare i profitti – Stewart Mader

Concordo con il consiglio di Stewart: scegliere un dipartimento, che sara’ pilota del progetto, e poi chiedere ad ogni dipendente cosa cambierebbe nel proprio workflow. In particolare ha puntualizzato 8 buoni motivi per usare un wiki in azienda: Spaces, estensione virtuale di uno spazio fisico, Burn Raising quando qualcuno inizia un lavoro insieme, qualcuno aiuta l’altro, il wiki è il fulcro di un lavoro di squadra, Better meetings, Onboarding, spazio dove i collaboratori possono condividere le informazioni, Sharing, expertise & visibility, Security, sucurezza dei dati pubblicati su un wiki.

* Il “Social tagging” per liberare l’intelligenza collettiva – Thomas Vander Wal

* TamTamy: la risposta alle esigenze dell’Enterprise 2.0 Emanuela Spreafico
Slides

* “Thinking out of the inbox”: piu’ collaborazione riducendo le e-mail – Luis Suarez

Abile oratore, talk veramente empatico e ci ha fatto riflettere sul fatto che ormai non ha piu’ senso utilizzare l’ e-mail come strumento di lavoro in azienda, la Killer Application per antonomasia verrà soppiantata da strumenti sociali molto piu’ efficaci. La conoscenza sta nelle persone e non nelle e-mail.

* Consumerizzare i servizi aziendali per avvicinarsi ai propri clienti – Ran ShribmanWorklight

CASE HISTORY:

* L’esperienza IBM: I social media nell’azienda globale Dario de Judicibus

E’ necessaria la perdita di controllo da parte delle aziende che decidono di delegare, di affidare ai propri dipendenti maggiore autonomia e responsabilizzazione (delega = collaborazione).

* Casi italiani a confronto Andrea Ferri (Vodafone Italia), Diego Gianetti (BTicino), Stefano Schiavo (Lago)
Ottimi Case History

ENTERPRISE 2.0 @ WORK. Come portare l’Enterprise 2.0 nella tua organizzazione (Tutti i Relatori)

Qui si e’ messo ben in risalto il vero significato del termine Enterprise 2.0 cioe’ il cambiamento culturale aziendale nel condividere tutte le informazioni che poi verra’ supportato dalle tecnologie adatte a questa nuova filosofia. Inoltre spesso ci si dimentica il vero valore aggiunto risiede nelle singole persone che lavorano in azienda e la qualita’ delle connessioni che scaturiscono dalla condivisione delle informazioni.

IMHO. Una Full Immersion (7 ore) molto completa dal punto di vista dei contenuti sono stati affrontati tutti i molteplici aspetti …. sociali, tecnologici, organizzativi, generazionali, culturali; in conclusione sostengo che l’evento sia stato organizzato complessivamente bene, soprattutto e’ da elogiare la professionalita’ delle interpreti che hanno fatto una traduzione impeccabile nonostante la velocita’ forsennata con cui alcuni speaker hanno esposto i loro speach, l’unico appunto e’ che non sono riuscito a connettermi al wi-fi dell’universita’ dedicato agli ospiti… va bene le restrizioni della Legge Pisanu, ma proteggere la connessione con WPA-PSK con TKIP, Proxy dedicato, User & Pwd mi sembra un po’ eccessivo … inoltre un po’ d’aria condizionata non sarebbe guastata. 😉

Effettivamente durante l’evento ho fatto poco networking nonostante erano presenti molti Business Man con cui mi sarebbe piaciuto conversare… va beh…. intanto mi sono connesso su LinkedIn con tutti i relatori! 😉

RESOURCES: Summerize, Twemes, LinkedIn Group , FaceBook Group

Inoltre mi sembra degna di nota la conversazione nata dal post di Gianandrea piu’ di 20 commenti uno meglio dell’altro! 😀

EMANUELE QUINTARELLI ROCKS.Creando un’organizzazione dinamica possiamo rispondere piu’ facilmente all’imprevisto, e proprio i sistemi del web 2.0 sono i piu’ dinamici perche’ prendono forma in base all’uso che nefanno le persone. Questi temi sono entrati prepotentemente nell’azienda e di alcune di queste pratiche, come la Social Network Analysis, sentiremo parlare molto nei prossimi mesi

Ciao
4 EveR YounG

P.S.: Trovi il post di Francesca riguardo l’evento qui.

Oggi ho visto il lago illuminato dal sole del tramonto mentre mi allontanavo in treno da Varese. E una farfalla blu posata sulla rotaia nella stazione di non so cosa.

Dai corridoi della metropolitana della Stazione Centrale ho visto un pezzetto bello tondo di cielo d’estate sopra di me, come cantano i Baustelle, e a sera i pesci dei Navigli nuotare contro corrente salendo di poco ma salendo da soli, ricordandomi Cirano.

E passando alle 3 del mattino, ho visto la mezza luna crescente alta in cielo sopra le guglie del Duomo in una piazza deserta e bellissima.

E’ da un pò di giorni che ho questo post in canna… Voi c’andate a Varese per il Forum Enterprise 2.0?

No, perché io ci vado, pure se più che enterprise 2.0 quello che mi vedo intorno sono enterprise 0.2.

Comunque, se voi ci andate, lasciate un saluto e ci si vede su.

Ah, tanto per rendere di una qualche utilità questo post, qui trovate il programma completo della giornata, qui come arrivare, qui qualche albergo, qui uno degli organizzatori… e qui (giusto perché non avevo messo abbastanza link) il mio compagno di viaggio.

Baudelaire, Baudelaire, Baudelaireeee

??

giugno 14, 2008

Sentite, sarà il vino, sarà la stanchezza, sarà che non ho più freni inibitori dopo questa serata… però mi frullano in testa un sacco di cose.

Si è mai completamente soddisfatti di quello che si fa?

Come si riesce a contenere l’isterismo dilagante?

La vita di coppia è una necessità dell’uomo oppure sono le convenzioni sociali che ti fanno sentire inadeguato se non hai una storia seria, duratura, moralmente accettabile e non importa se non completamente appagante?

Perché una donna non può dire certe cose, avere certi pensieri, permettersi certe battute, senza essere considerata sconveniente?

Come fanno certe persone a costruire relazioni intense, durature, amorevoli, sentimentalmente profonde?

Perché persone che non vorresti vedere più sai che faranno ancora parte delle tue giornate e altre che hanno portato scompiglio, divertimento, convidisione e complicità nella tua vita escono irrimediabilmente di scena sul più bello?

Io non trovo risposte a queste domande… quindi scusate lo sfogo assolutamente inconcludente!

Ho un pò abbandonato questo spazio negli ultimi giorni. Tante cose questa settimana, tanta stanchezza che non riuscivo nemmeno a pensare qualcosa di senso compiuto da scrivere. Il massimo del pensiero che potevo elaborare era buono per Twitter, concentrato non oltre i 140 caratteri.

Stamattina, nonostante la nottataccia passata sulla poltrona, i nervi tesi che mi castigano, il lieve rincoglionimento mattutino e tutto il resto forse riesco a scrivere qualcosa.

Pensavo proprio a questo: l’impegno necessario per mantenere vivo e interessante un blog. Da qualche tempo sento tanto parlare di “blog”, “blogger”, “bloggisti”, “bloggari” e aspiranti tali. Tutti appassionati all’idea di poter entrare nella grande conversazione. Peccato che se alla metà di loro dici “grande conversazione” ti rivolgono uno sguardo perso… Difficile far capire che un blog ha bisogno di dedizione e impegno tanto quanto qualsiasi altra attività lavorativa. Difficile spiegare che il tempo per scrivere lo devi trovare… Ancora più difficile far capire che non si dovrebbe nemmeno parlare di “trovare il tempo di scrivere”, perché si presuppone che ci sia voglia di scrivere.

E quando uno ha voglia di qualcosa, il tempo di farla c’è sempre.

Sara si era fissata con Mirabilandia… Non c’era mai stata e voleva provare, quindi abbiamo approfittato del weekend lungo del 2 giugno.

Allora, ho fatto le torri gemelle, che poi si chiamano Discovery e Columbia, e ho urlato tutta l’aria che avevo in corpo. Praticamente una ti spara in aria, mentre l’altra ti fa salire lentamente per poi buttarti giù. Entrambe 65 metri di altezza e una accelerazione di 30m/s… Fortuna che le abbiamo fatte entrambe e quindi ci hanno riequilibrato, sennò ora sarei qualche centrimetro più alta o più bassa!

Quella che ti spara in aria non ti dà nemmeno il tempo di pentirti di essere salita, mentre con l’altra hai tutta la lenta salita di 65 metri per chiederti chi cavolo te l’ha fatto fare, e qualche secondo a gambe penzoloni sopra la Pianura Padana per cercare di non guardare giù e chiederti se qualcuno ti sentirà urlare “scusate, ho un pò paura, potreste farci tornare giù molto lentamente?”. Credo di aver urlato in un modo di cui mai mi sarei pensata capace… comunque non ho avuto un infarto, che è già qualcosa considerata l’età che comincia ad avanzare e il mio stile di vita affatto salutista.

Se vi capita, poi, fate il Pakal: io ci son salita tutta tranquilla, pensando che non fosse niente di ché, invece quel cavolo di carrellino sparato a velocità pazzesca a fare curve su curve svoltando solo all’ultimo ti fa temere che alla prossima sarai catapultato fuori. E non è bello, quando non sei psicologicamente preparato.

(e per finire, tanto perché il web mi piace da matti, ma in fondo sono una scrittrice romantica, da bic e foglio di carta – e smemorata – vi racconto che lo spunto per questo post l’ho scritto sulla confezione di uno stuzzicadenti al tavolo del ristorante… ed è dura farci stare tutto, ma Twitter insegna la brevità!)