Ciao…

dicembre 29, 2008

Noi ci si era incrociati solo questa volta, però m’ha fatto lo stesso uno stranissimo effetto saperlo.

E puntuale come ogni anno arriva il Natale.

Persone maldestre addobbano i loro balconi con Babbi Natali penzolanti o con luminarie arruffate. Mia mamma fa l’albero e il presepe, che un colpo al cerchio e uno alla botte non ha mai fatto male a nessuno. Mia sorella torna a casa per le feste ed inizia ad impastare cappelletti e lasagne, e tagliatelle e dolci… E prepara Bellini e taglia l’ananas in scenografiche barchette, che lei sì che è sempre stata una donna “da sposare”. E mio padre sta in poltrona e finalmente, per due giorni all’anno, ozia e si riposa e guarda la tv e legge un libro. E lo capisci che l’intenzione è quella di non far nulla, perché la mattina del primo giorno di ferie, quando esce per comprare i soliti tre giornali, torna anche con La Settimana Enigmistica, che, insomma, significa cazzeggio. E per me arriva la noia, che durante l’anno non la sento quasi mai. Non così pervasiva, che sembra ti sia seduta a fianco in poltrona. Pomeriggi da passare in casa, perché a Natale si fa così, e da passare a chiedersi cosa fare.

E allora adotto il metodo “About a Boy” per riempirmi le giornate. E 30 minuti li dedico al parrucchiere, che se non ci vado alle 7 di sera della vigilia di Natale non ci vado mai. 30 minuti a mettermi lo smalto alle unghie, che ci vuol precisione per compensare l’incapacità. 30 minuti per tenermi al passo con le letture di tutti i giornaletti femminili che mi porto a casa dall’ufficio ma che poi non sfoglio mai. 15 minuti per scrivere un post e altri 15 per leggere quelli degli altri. 30 minuti a chattare con un amico di un futuro molto prossimo e altri 30 a chattare con un’amica per decidere dove, come e quando scappare da pranzi e cene e lunghe giornate coi parenti.  15 minuti per rispondere alla telefonata di rito del tipo che ogni anno a Natale si ricorda di me e mi invita, per qualche incomprensibile motivo, in Sicilia (“dai, un paio di giorni, che ci divertiamo”). Altri 15 minuti servono per spiegargli che se non ho sentito la sua mancanza durante gli ultimi 12 mesi significa che può tranquillamente tenersi Taormina e buttare il mio numero.

E 15 minuti per fare questo!

fff

Buon divertimento durante queste vacanze!

Una volta ero diversa

dicembre 16, 2008

L’altro giorno il mio animo da cooperante, che stava molto meglio quando ero più giovane, più universitaria e più idealista, ha avuto un sussulto quando ho letto questo articolo sul Sole 24 Ore.

sole24ore

Non è la prima volta che quando si tratta di tagliare si taglia proprio lì, dalla parte dei fondi per le Ong e la cooperazione internazionale. Si dimezzano le risorse rispetto al 2007 e si riducono del 35% quelle per il servizio civile volontario, compreso quello internazionale. E l’Italia è pure uno di quei paesi che destinano alla cooperazione percentuali minime del proprio Pil: lo 0,2% nel 2008 e ora addirittura meno dello o,1%. Una volta si era deciso che i Paesi dovessero arrivare nel 2015 a destinare almeno lo 0,7% del proprio Pil alla cooperazione, ma forse qualcuno (Italia al terzultimo posto, seguita da Grecia e Stati Uniti) se ne è dimenticato.

Siccome, come ci ricorda l’home page del sito delle Nazioni Unite, “C’est votre monde/It’s your world”, direi che non dobbiamo dimenticarci di certe cose. E io per prima, che la vita mi ha portato a fare altre cose e ad allontanarmi un pò da un ideale di vita, e molto da uno professionale, che avevo qualche anno fa, dovrei ricordarmi più spesso che bisogna continuare a lottare. Anche se ogni tanto Cinismo, che nel mio animo tenta di soffocare Idealista, mi fa dire cose tipo “non si può cambiare il mondo”. Poi, però, il mio amico Idealista ha un moto di resistenza e conclude con “infatti, bisogna cambiare le persone”.

E allora, per esempio, se proprio vogliamo spender soldi in regali di Natale, almeno facciamoci incartare uno yak, che torna sempre utile! yak

Pensieri confusi

dicembre 11, 2008

brux_08