Pronti, Cibus, Via!

maggio 2, 2008

Mi preparo alla partenza per il Cibus di Parma. Sono un pò agitata, avrei voluto preparare meglio questa fiera, arrivarci preparata, rilassata, pronta a tutto il lavoro che mi aspetterà. Invece il lavoro che mi bussava alla porta qui mi ha tenuto troppo impegnata per fare quello che avrei voluto.
Certo, questa adrenalina mi darà la spinta giusta per fare scintille, ormai mi conosco. Speriamo di fare bene.
Magari al mio ritorno, mercoledì, racconterò cos’è successo.
Per il momento mi godo questo resto di “ponte del primo maggio” e mi riposo un pò.

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Nuovi ricordi

aprile 29, 2008

Ah, Gunter Grass da Fazio dice che ancora scrive con le care vecchie Olivetti… Non le cambierei con un sano computer, per carità, però conservano quell’alone di nostalgia, romanticismo e sapore di passato che mi affascinano sempre.
Una società strana la nostra, un computer di 10 anni fa non ha lo stesso effetto. E nemmeno un cellulare o un telefono. E invece quei vecchi apparecchi a manovella, o i telefoni sip grigi con la ruota per comporre i numeri… quasi magia.
E la vecchia Vespa, o l’originale Cinquecento, le prime macchine fotografiche.
Una volta un sociologo mi ha detto che la nostra società è “adolescenziale”, si cerca sempre il nuovo, l’ultimo modello di ogni cosa, non si pensa più al passato, non si progetta il futuro, si è concentrati solo sul presente e si perdono molte cose.
E’ il momento di crescere un pò…

“Sbucciando la cipolla”, Gunter Grass (Ed. Einaudi)

Gad Lerner sul giornalismo

aprile 23, 2008

Guardo Gad Lerner che a L’Infedele parla di giornalismo e di ordine. Della necessità della sua esistenza e delle limitazioni che impone all’entrata.

Io sto scrivendo per diventare giornalista, è una professione che mi piace e mi affascina. Eppure che mi fa sorgere anche tanti dubbi. E’ un lavoro che vorrei fare? Comporta un atteggiamento che condivido? Non lo so. Si, sono abbastanza curiosa però vorrei essere anche abbastanza coerente con me stessa, diretta, onesta e sincera.

Luca Sofri dice che i giornali italiani sono pieni di comunicati stampa… Ebbene si, e anche io contribuisco a questo. Sofri dice che i quotidiani italiani non sono di qualità. Non capisco se la scarsa qualità sia una causa o una conseguenza, secondo lui. Secondo me una conseguenza. Ci sono ottimi giornalisti in Italia, ma i giornali non hanno più soldi per tenerli in redazione. Io lo vedo con i quotidiani regionali. Tagliano sui collaboratori, tutto ricade sui redattori, che hanno poco tempo e un giornale da costruire. E’ naturale che si affidino ai comunicati stampa.

Si crea un circolo vizioso? Si fa credere a chi fa ufficio stampa che tanto, bene o male, il comunicato che lanciano, anche con la notizia più insulsa, verrà pubblicato perché in qualche modo devono riempire il giornale? E verrà pubblicato così com’è, perché non hanno tempo di rielaborarlo. Un comunicato, che dovrebbe essere solo un testo in cui il giornalista trova le informazioni centrali, da approfondire, ormai si traduce quasi integralmente in un articolo, e l’inchiesta va a quel paese.

Non è un bene, nè per i giornali, nè per chi fa ufficio stampa, nè per gli italiani.