Oggi ho visto… (capitolo 4)

settembre 5, 2008

Oggi ho visto la terra buttarsi nel mare e le case aggrapparsi ognuna a quella più vicina. O forse tenersi per mano, pronte a saltare tutte insieme. E una signora, seduta a una panchina, ritrarre questo paesaggio. Ho visto un vecchio pescatore rifilare la sua rete appoggiato sul molo. Una signora inseguire il suo cappello portato via dal vento, come in un romantico film. Ho visto un ragazzo sorridere alla sua bambina e mettersela a cavalcioni sulle spalle, per farle vedere altri bambini che giocavano ad un gioco antico.

Ho visto anche un ragazzo sorridere con gli occhi e con tutto il volto, e ci ho rivisto altri occhi e un altro volto che pure si illuminava ad ogni sorriso. Ho visto vecchie barche colorate riposarsi nei porticcioli, cariche di storia, di sveglia all’alba, di fatica e di sudore… e per questo molto più belle dei lussuosi yacht che, invece, ho visto a Portofino.

Ho visto delfini, foche, squali, pinguini, tartarughe marine e miriadi di altri pesci, tutti rinchiusi nelle vasche dell’acquario di Genova. E un piccolo polipo camminare libero vicino ai nostri piedi nel mare trasparente di Monterosso. Dall’alto di un ascensore ho visto, in una occhiata, una città che ho sempre pensato “credo che mi piacerebbe viverci”, e ora che l’ho vista non mi ha affatto delusa.

Ho visto ragazzi fare gli occhi dolci, per poi scoprire che avevano altre donne, grandi e piccole, ad aspettarli a casa. E non ho visto in quegli occhi dolci neanche una traccia di pentimento.

E’ da un pò di giorni che ho questo post in canna… Voi c’andate a Varese per il Forum Enterprise 2.0?

No, perché io ci vado, pure se più che enterprise 2.0 quello che mi vedo intorno sono enterprise 0.2.

Comunque, se voi ci andate, lasciate un saluto e ci si vede su.

Ah, tanto per rendere di una qualche utilità questo post, qui trovate il programma completo della giornata, qui come arrivare, qui qualche albergo, qui uno degli organizzatori… e qui (giusto perché non avevo messo abbastanza link) il mio compagno di viaggio.

Sara si era fissata con Mirabilandia… Non c’era mai stata e voleva provare, quindi abbiamo approfittato del weekend lungo del 2 giugno.

Allora, ho fatto le torri gemelle, che poi si chiamano Discovery e Columbia, e ho urlato tutta l’aria che avevo in corpo. Praticamente una ti spara in aria, mentre l’altra ti fa salire lentamente per poi buttarti giù. Entrambe 65 metri di altezza e una accelerazione di 30m/s… Fortuna che le abbiamo fatte entrambe e quindi ci hanno riequilibrato, sennò ora sarei qualche centrimetro più alta o più bassa!

Quella che ti spara in aria non ti dà nemmeno il tempo di pentirti di essere salita, mentre con l’altra hai tutta la lenta salita di 65 metri per chiederti chi cavolo te l’ha fatto fare, e qualche secondo a gambe penzoloni sopra la Pianura Padana per cercare di non guardare giù e chiederti se qualcuno ti sentirà urlare “scusate, ho un pò paura, potreste farci tornare giù molto lentamente?”. Credo di aver urlato in un modo di cui mai mi sarei pensata capace… comunque non ho avuto un infarto, che è già qualcosa considerata l’età che comincia ad avanzare e il mio stile di vita affatto salutista.

Se vi capita, poi, fate il Pakal: io ci son salita tutta tranquilla, pensando che non fosse niente di ché, invece quel cavolo di carrellino sparato a velocità pazzesca a fare curve su curve svoltando solo all’ultimo ti fa temere che alla prossima sarai catapultato fuori. E non è bello, quando non sei psicologicamente preparato.

(e per finire, tanto perché il web mi piace da matti, ma in fondo sono una scrittrice romantica, da bic e foglio di carta – e smemorata – vi racconto che lo spunto per questo post l’ho scritto sulla confezione di uno stuzzicadenti al tavolo del ristorante… ed è dura farci stare tutto, ma Twitter insegna la brevità!)

Di ritorno dal Cibus

maggio 7, 2008

Ho appena finito di ascoltare la lista dei ministri del nuovo governo Berlusconi, e per dimenticare alcune nomine da brivido preferisco ripensare agli ultimi due giorni al Cibus di Parma al seguito di un cliente. Un’esperienza nuova, la prima grande fiera per me e devo dire che posso essere ben soddisfatta.
Ci sono arrivata un pò preoccupata, per il poco tempo che ero riuscita a dedicare alla preparazione, per le alte aspettative del mio cliente, per la paura di dover fare tutto da sola e non riuscirci. Invece, un pò grazie alla fortuna, un pò grazie al mio collega accorso in mio aiuto, un pò per la nostra bravura, abbiamo infilato contatti di altissimo livello uno dietro l’altro. Totale di 6 troupe tv portate allo stand, di cui 5 nazionali. Niente male. Cliente contento, colleghi pure.
Tutto intorno anche l’opportunità di vedere posti nuovi d’Italia che non fa mai male. Salsomaggiore, dove avevamo l’hotel. Un pò dormiente come città, rilassata come le persone che escono dalle sue terme, ferma ad un tempo passato. Comunque quasi romantica, sicuramente retrò, con i suoi sprazzi di liberty qua e là.
Per la cena, invece, nella vicina Fidenza. Un paese che è un gioiellino, pulita, ordinata, curata, tenuta benissimo. Una cattedrale imponente e stranamente custodita in una piccola piazzetta laterale. E proprio lì di lato la trattoria gestita dalla sorella di Gene Gnocchi e da suo fratello. Due persone squisite, come i loro piatti, che scherzano con tutti, si soffermano a chiacchierare ai tavoli anche dei clienti mai visti e di passaggio facendoli sentire come nella trattoria dietro casa.

Sveglia alle 6, treno Loreto-Milano, arrivo alle 12.55, Stazione Centrale immersa nel sole, metro verde per Porta Genova (sbagliando fermata) e almeno un’ora di cammino, con borsoni al seguito e imprecazioni contro noi stessi per non aver portato i trolley, per arrivare all’albergo. Un pò di riposo, cambio d’abito e di scarpe e poi, via, pronti per girare la città! Piazza Duomo piena di gente e con colonna sonora di Bella Ciao e La Locomotiva. Prima volta dentro al Duomo, semplicemente imponente! Cena in corso Como, scoprendo una parte della città sorprendentemente adorabile.

Ritorno in albergo, esausti. Ma tutti i caffé presi durante la giornata per non soccombere alla sveglia mattutina tengono sveglia me e la mia compagna di stanza a parlare fino alle 3. E la sveglia fissata il giorno prima per non perdere il treno, che avevo dimenticato di disattivare, ci sveglia – o almeno ci prova – di nuovo alle 6! Comunque, alle 8.30 tutti fuori per vedere il mastodontico Castello Sforzesco (previa colazione nel Bread & Breakfast consigliato), le sue stanze affrescate che tolgono il fiato e guardare i gruppi che fanno Tai Chi Chuan al sole di Parco Sempione.

Arrivare a Santa Maria delle Grazie per vedere L’Ultima Cena e scoprire che occorre la prenotazione obbligatoria, ma consolarsi con una bella chiesa e un chiostro fiorito che ispira tranquillità. E poi i Navigli, che anche se non c’entra niente mi fanno tanto ripensare ad Amsterdam.

E poi i palazzi, ovunqe cammini, porta Ticinese, vedere il cartellone pubblicitario del nostro cliente, il negozio di guanti sotto la galleria, maledirsi per non aver avuto tempo di vedere la Scala e un sacco di altre cose, che resteranno lì per un prossimo viaggio. E scoprirmi a cercare annunci di affitti, sognando un futuro trasferimento.

In partenza per Milano

aprile 24, 2008

Domani festa, è il 25 aprile, e con degli amici abbiamo programmato una gitarella a Milano. Non vedo l’ora di partire, passeggiare sui Navigli, vedere il Castello Sforzesco, magari salire fino in cima al Duomo e, spero, riuscire a prendere uno di quei tram di Milano che mi piacciono tanto, con quel loro vecchio stile.

Il treno è ancora un problema, perché è pieno. L’albergo in cui avevamo fermato due camere qualche giorno fa non ci ha ancora dato la conferma della prenotazione… Ho dovuto fare la lavatrice e spero che qualcosa si asciughi in tempo per domani. Devo ancora preparare la valigia, farmi la doccia e lavarmi i capelli. Tutto, spero, in tempi brevi, così non andrò a dormire ad orari assurdi, visto che domani la sveglia suonerà abbastanza presto.

Al mio ritorno racconterò dei posti che ho visto, e spero che siano tanti e belli!