Pensieri confusi

dicembre 11, 2008

brux_08

Oggi ho visto… (capitolo 6)

novembre 26, 2008

il bacioOggi ho visto una scrivania sommersa di giornali, libri, riviste e notizie al secondo piano di una redazione di via Solferino e ho visto, passeggiando in un museo, passare un quadro trasportato da due addetti. E non ho visto, ma è come se l’avessi visto, lo sguardo di pura sorpresa che ho fatto quando ho visto che il quadro che mi stava passando davanti, caricato su un carrello, era uno dei più belli, dolci, appassionati che abbia mai visto. E mai avrei pensato che oggi avrei visto questo quadro, e che lo avrei visto così.

Certe volte la mattina, quando non avevo lezione, uscivo di casa con la mia musica nelle orecchie, la sciarpa intorno al collo, la borsa a tracolla, le mani sprofondate nelle tasche e il giornale sotto il braccio e andavo a piedi fino al parco in piazzale della Vittoria. Mi piaceva camminare sola, con il vento freddo in faccia e col sole che lo contrastava. E la musica, per riflettere o per non pensare. Era un periodo malinconico, degli ultimi mesi a Forlì, prima della laurea, prima di lasciare un pezzo della mia vita di quegli ultimi 5 anni, il nido sicuro delle aule di università e una città che mi aveva adottato con gentilezza.

Al parco sedevo al sole, sulla panchina più lontana dal lago con i cigni, dal gruppetto di anziani che giocavano a carte e dai ragazzi che avevano saltato la scuola per star lì a parlare e sentirsi grandi. Leggevo dalla prima all’ultima riga, che mi serviva per assaporare il giorno, uscire dalla mia vita, essere fuori da tutto. La musica nelle orecchie a schermare i rumori e le pagine del giornale a farmi da barriera, da scudo, da mantello. Poi, arrivata all’ultima pagina dell’ultimo giornale, mi alzavo, tornavo verso casa, guardando la città, il cielo, la nebbia che scendeva, o il pino addobbato per Natale in piazza Saffi, o la fine dell’inverno e i primi soli di primavera.

Poi è arrivata l’estate, ho chiuso tutto in scatoloni e quella vita l’ho lasciata. E non avevo quasi più ripensato a questi momenti fino a oggi, quando uscita dall’ufficio, nel pieno della mia nuova realtà, con un pò di dubbi nella testa, la stanchezza sulle spalle, meno spensieratezza e solo un pò più di saggezza, ma sempre con nelle orecchie la mia musica, ho ascoltato il nuovo Vinicio e una canzone mi ha riportato indietro.

Le frenate degli aerei in cielo
mi fanno l’occhiolino
è qualcuno che mi pensa da vicino
la sola nuvola di questo mattino

(…)

Non si è fatti per stare a soffrire
andarsene se è ora di finire
affidarsi alla vita senza più timore
amare con chi sei
o dare a chi ti da’
e non desiderare sempre e solo
quello che se ne va..

Chi SEO?

novembre 10, 2008

Queste settimane a lavoro sono state settimane di rinnovamento. Abbiamo lanciato il nuovo sito, che rivela una nuova concezione di noi stessi. In realtà credo che fosse già nella nostra natura, solo ora usiamo tutti gli strumenti per “metterci” in pratica.
E da adesso divento ufficialmente anche “aspirante community manager“, e linka che ti rilinka si arriva alla fonte del mio nuovo mantra. Si beh, che significa che sto imparando e presuppone già che l’obiettivo è chiaro e ben definito: diventare presto “a tutti gli effetti”.

E allora ho iniziato a infilare le mani in Google Analytics, a rovistare tra SEM e SEO e tutto il resto. E girovagando sono arrivata anche qui. Io non ne so mezza, ma se il quiz serve a capire quanto ne sai, magari serve anche a identificare i fondamentali da cui partire.

No, però ora diamoci un taglio! C’è pure il cardinale?? Vabbè che in Italia è scoppiata la mania di Facebook, e ormai ci manca solo che si iscriva pure il mio cane… – che poi io ho visto di certi che ci hanno iscritto i loro gatti, quindi già ci siamo – … però ora mi pare che stiamo esagerando!

In settimana ho ricevuto la richiesta di amicizia di un mio amico, ex compagno di master, che ricordo benissimo ho aiutato non poco con il power point della presentazione della sua tesina. E mi par pure di ricordare che non molto prima di qualche mese fa mi ha chiamato ininterrottamente per un intero finesettimana (fino, lo ammetto, a scatenare le mie ire e sorbirsi il veleno che solo io so sputare dalla mia boccuccia serpentina) per chiedermi assistenza su come si incolla un’immagine e si crea una tabella su un foglio word. Si, si, sono abbastanza sicura che fosse la stessa persona. E ora è su Facebook…

Ah, c’è anche la mia amichetta del cuore dei tempi delle medie, con cui non ho più rapporti più o meno dalla prima liceo… Però mi ha aggiunto come amico su Facebook. Ora ha una bambina e il punteggio più alto che abbia mai visto a Pet Society (che per la cronaca è la versione fb del compianto, ma manco tanto, Tamagochi). E mi chiedo come abbia tempo e voglia di passare ore a far giocare, saltare, mangiare e ballare il suo cagnolino virtuale. Ok, si, anche io ho Pet Society, ma il mio cane ha perennemente le mosche che gli girano attorno e cali di zuccheri continui perché lo trascuro. Tra poco qualcuno chiamerà la protezione animali e mi costringeranno a rimuovere quell’applicazione per maltrattamenti.

Ah, per la serie “aggiungiamo cani e porci”, la suddetta Amichetta del Cuore ha mandato una richiesta di amicizia anche a mia sorella, con cui forse non parla da quando io e lei ancora avevamo la cameretta insieme e mia mamma ci comprava i vestiti uguali. E ovviamente mia sorella l’ha accettata… e certo!

Sempre in settimana e sempre su Facebook sono stata contattata da una ragazza con cui ho lavorato quando ho curato questo bell’ufficio stampa. E se vi dico che inizialmente l’avevo ignorata salvo poi, in un lampo di genio, ricordarmi il suo nome e la sua esistenza sulla faccia della terra potete facilmente immaginare quanto, dopo quella esperienza, lei sia rimasta nei miei pensieri.

E vogliamo parlare di quelli che si lasciano messaggi in bacheca parlando del più e del meno senza preoccuparsi minimamente della privacy? Da chi discute tranquillamente di lavoro a quelli che si scambiano battute da bar… che magari il tuo capo, ovviamente pure lui su Facebook, sarebbe meglio non leggesse se vuoi mantenere una certa dignità sul luogo di lavoro (almeno quella poca che ti rimane).

Non voglio far la snob. Se le masse arrivano a Facebook vuol dire che internet è arrivato alle masse, ed è quello che si sta cercando di fare, mi pare. Quindi è una cosa positiva, no? Ora, però, ci vorrebbe qualcuno che insegnasse a queste masse cos’è e come si usa…

Ho visto uno stormo di uccelli disegnare coreografie nel cielo e un cielo stellato di una notte tanto mite che sembra di primavera. Ho visto una persona considerarsi meno di niente e cercare un modo per superare un momento complicato… forse trovarlo o, forse, solo non pensarci per un pò. Ho visto una valigia piena di musica e forse anche di tutti i sogni, i pensieri e i ricordi che ogni canzone si porta dietro. Ho visto un ragazzo che cerca di farsi il suo spazio nel mondo trovarlo in un teatro di provincia dove il numero di poltrone occupate è minore dei chilometri che ha dovuto fare per raggiungerlo.

Ho visto, dopo tanto, un vecchio amico. Stretto, dopo tanto, le sue mani. Ascoltato, dopo tanto, la sua voce. Scrutato, dopo tanto, nei suoi occhi. Baciato, dopo tanto, la sua pelle e continuato a sentire, dopo tanto che se ne era andato, il suo profumo familiare, rassicurante, incredibilmente disarmante.

Il momento più emozionante di tutti è stato verso la fine, quando hanno assegnato la menzione d’onore alla mia “vicina di GGD“, che invece era stata verso l’inizio. E allora forse sembra proprio un cerchio che si chiude questo wire-kend urbi-nerd.

e forse non sono poi tanto “addentro la rete” se continuo a divertirmi di più a raccogliere follower per strada piuttosto che su twitter. Grande il lavoro della mia squadra e complimenti invece ai vincitori. peccato che per mettere foto di donnine mezze svestite sul blog da competizione mi son persa gli interventi del barcamp, ma ho visto che son qui, quindi li vo a vedere dopo. E se invece ho nostalgia di tettolute da calendario, ormai so in quali siti trovarle… ma penso che queste non le vo a vedere.

e per finire anche questo post come è cominciato e chiudere in una spirale mortale questo fine settimana, le mie menzioni d’onore: lara e anna per la compagnia, le risate e la guida essenziale a urbino (dove bere, dove leggere e quali salite non affrontare), mariela per la simpatia e le foto, susan per le interessanti chiacchierate, tutto il mio team kakashi per l’impegno olimpico e tutti i miei contatti che hanno risposto all’appello su twitter e su facebook, anna per le risate, luca adriano e michele per il sostegno, alfredo per lo zibibbo, buonuomo per l’ospitalità e tutti gli altri per l’organizzazione.