Traslochi

aprile 10, 2009

Ti rendi conto che ormai sei vecchia quando non sei più tu ad andare a suonare dal vicino per farti ridare la palla finita nel suo giardino, ma sono i bambini dei vicini a venire a citofonare te.

E ti rendi conto che ormai sei vecchia quando i bambini dei vicini che vengono a riprendersi la palla ti danno pure un po’ fastidio.

Si cresce, inesorabilmente. E anche se tu vorresti ignorarlo, sono tutti quelli intorno a te che te lo ricordano. Come per questo blog, che è stato spinto a cambiare casa.

Non è ancora tutto a posto. Devo atttaccare le tende, appendere qualche quadro, comprare qualche cuscino per stare più comodi sul divano, però intanto veniamo a viverci va’.

Giuro che se vi cade la palla da questa parte non ve la buco. Non sono ancora così vecchia.

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Così è, se vi pare

luglio 15, 2008

Leggere il blog di una persona che conosco solo via telefono e sentirla inspiegabilmente vicina. E leggere il blog di una persona che mi è stata vicinissima per cinque anni e vicina, nonostante la lontananza, per altri due e scoprire che ora, invece, la distanza che ci separa comincia ad essere più grande di quella geografica che c’è tra qui e Bruxelles.

E son cose strane quelle che succedono via web. Ma come dice La Mia Coinquilina, c’est la vie.

Ho un pò abbandonato questo spazio negli ultimi giorni. Tante cose questa settimana, tanta stanchezza che non riuscivo nemmeno a pensare qualcosa di senso compiuto da scrivere. Il massimo del pensiero che potevo elaborare era buono per Twitter, concentrato non oltre i 140 caratteri.

Stamattina, nonostante la nottataccia passata sulla poltrona, i nervi tesi che mi castigano, il lieve rincoglionimento mattutino e tutto il resto forse riesco a scrivere qualcosa.

Pensavo proprio a questo: l’impegno necessario per mantenere vivo e interessante un blog. Da qualche tempo sento tanto parlare di “blog”, “blogger”, “bloggisti”, “bloggari” e aspiranti tali. Tutti appassionati all’idea di poter entrare nella grande conversazione. Peccato che se alla metà di loro dici “grande conversazione” ti rivolgono uno sguardo perso… Difficile far capire che un blog ha bisogno di dedizione e impegno tanto quanto qualsiasi altra attività lavorativa. Difficile spiegare che il tempo per scrivere lo devi trovare… Ancora più difficile far capire che non si dovrebbe nemmeno parlare di “trovare il tempo di scrivere”, perché si presuppone che ci sia voglia di scrivere.

E quando uno ha voglia di qualcosa, il tempo di farla c’è sempre.

A cosa serve Facebook?

maggio 12, 2008

Ultimamente mi è capitato di leggere vari commenti a Facebook, e mi consola rendermi conto che non sono l’unica a ritenerla una cosa assolutamente inutile!

Mi sono iscritta per vedere di cosa si trattava dopo che circa un anno fa La Mia Coinquilina me ne aveva parlato, dicendo che ci aveva trovato il suo ex dei tempi dell’università. La mia curiosità ha fatto il resto e mi sono ritrovata iscritta prima ancora di capirne bene le funzionalità. Gasata poi dal fatto di averci ritrovato anche la ragazza francese con cui ho vissuto un anno a Forlì durante il suo Erasmus e di ricevere notizie dall’altra ragazza con cui ho diviso l’appartamento all’ultimo anno di università, altrimenti persa di vista da mesi.

L’interesse è passato quando ho cominciato a capire che, a parte mandarsi gli inviti per bere birra e sciocchi giochini, nient’altro su Facebook era di mio interesse.

Ora, quando mi capita di rifarci un salto per vedere che novità ci sono, vedo che i miei amici fanno di tutto.. Mah, io preferisco il mio blog, il mio Flickr e il mio Twitter, ogni tanto una cara vecchia mail e perfino la quasi giurassica telefonata. Sarà il mio naturale carattere old style, lo stesso che mi fa sbavare per l’annuncio letto giorni fa di una bici Graziella in vendita a 20 euro!

Hello world!

aprile 13, 2008

Hello World, mi dice lui. E allora io rispondo Hello Word, nel senso di WordPress. Comunque, ciao mondo, perché apro qui il mio nuovo blog. Il precedente – che poi non era un vero e proprio blog, piuttosto una finestra aperta sulla mia vita per i miei amici lontani – cominciava ad essere troppo “famoso” (nel mio piccolo) per i temi che affrontavo. (quindi scusatemi se non lo linko)

E allora ecco una versione più presentabile di me, almeno nelle intenzioni. Poi si vedrà.