Gad Lerner sul giornalismo

aprile 23, 2008

Guardo Gad Lerner che a L’Infedele parla di giornalismo e di ordine. Della necessità della sua esistenza e delle limitazioni che impone all’entrata.

Io sto scrivendo per diventare giornalista, è una professione che mi piace e mi affascina. Eppure che mi fa sorgere anche tanti dubbi. E’ un lavoro che vorrei fare? Comporta un atteggiamento che condivido? Non lo so. Si, sono abbastanza curiosa però vorrei essere anche abbastanza coerente con me stessa, diretta, onesta e sincera.

Luca Sofri dice che i giornali italiani sono pieni di comunicati stampa… Ebbene si, e anche io contribuisco a questo. Sofri dice che i quotidiani italiani non sono di qualità. Non capisco se la scarsa qualità sia una causa o una conseguenza, secondo lui. Secondo me una conseguenza. Ci sono ottimi giornalisti in Italia, ma i giornali non hanno più soldi per tenerli in redazione. Io lo vedo con i quotidiani regionali. Tagliano sui collaboratori, tutto ricade sui redattori, che hanno poco tempo e un giornale da costruire. E’ naturale che si affidino ai comunicati stampa.

Si crea un circolo vizioso? Si fa credere a chi fa ufficio stampa che tanto, bene o male, il comunicato che lanciano, anche con la notizia più insulsa, verrà pubblicato perché in qualche modo devono riempire il giornale? E verrà pubblicato così com’è, perché non hanno tempo di rielaborarlo. Un comunicato, che dovrebbe essere solo un testo in cui il giornalista trova le informazioni centrali, da approfondire, ormai si traduce quasi integralmente in un articolo, e l’inchiesta va a quel paese.

Non è un bene, nè per i giornali, nè per chi fa ufficio stampa, nè per gli italiani.