Suonando sotto la pioggia

luglio 26, 2008

Oh, e mentre aspetto che si asciughi lo smalto scrivo finalmente questo post che aspetta nel cervello da settimane (e comunque a chi dice che prima dello smalto va stesa la base io dico: si, ma a me con la base mi si stende da schifo poi lo smalto… e so’ problemi!).

Dunque, dopo mesi di amore e adorazione a distanza finalmente riesco ad andare a vedere un concerto di Ludovico Einaudi. Pianista eccezionale, viene nel mio cuore subito dopo Uri Caine e Stefano Bollani (ma sono completamente diversi) e prima di Giovanni Allevi (che alcuni dicono essere tutta fuffa ma che comunque come sponsor delle Marche si è guadagnato un bel gruzzoletto.. e che ci fa se vive a Milano praticamente da sempre).

Musica straordinaria Einaudi, su un pianoforte Steinway&Sons che costa più di casa mia (una volta ne ho toccato uno e non si è nemmeno ribellato alle povere note strimpellate di Per Elisa, le uniche che ricordo… Mi Re Mi Re Mi Si Re Do La). E in una cornice che da sola fa venire i brividi: il Teatro alle Cave di Sirolo. Aggrappati sotto una montagna e illuminati solo da candele abbiamo goduto 30 minuti buoni di musica sognante, prima di essere tutti – costosissimo Steinway&Sons compreso – sommersi da un acquazzone che ci mancava solo Noè. Per qualche minuto un fuggi fuggi generale sotto alcune tettoie dove stavamo come sardine, poi il mitico piano è stato riparato come meglio si poteva con un gazebo e il caro Ludovico ha ripreso a suonare. Solo pochi pazzi sono tornati sotto al palco – in barba a posti numerati e diluvio – per ascoltare ancora qualche “goccia” di musica. E solo pochi pazzi scatenati li hanno seguiti anche se non erano dotati di ombrelli, giacche o cappucci. Tra questi io e La Signorina G, perché chissenefrega della pioggia come fai a non ascoltare Ludovico!

E che ci fa se i capelli li potevo strizzare come se fossi appena uscita dalla doccia e se la giacca con cui La Signorina G tentava malamente di ripararsi avesse urgente bisogno di un’asciugatrice!