Oggi ho visto… (capitolo 6)

novembre 26, 2008

il bacioOggi ho visto una scrivania sommersa di giornali, libri, riviste e notizie al secondo piano di una redazione di via Solferino e ho visto, passeggiando in un museo, passare un quadro trasportato da due addetti. E non ho visto, ma è come se l’avessi visto, lo sguardo di pura sorpresa che ho fatto quando ho visto che il quadro che mi stava passando davanti, caricato su un carrello, era uno dei più belli, dolci, appassionati che abbia mai visto. E mai avrei pensato che oggi avrei visto questo quadro, e che lo avrei visto così.

INTRO. Ringrazio Emanuele per l’invito a questo evento che con Open Knowledge ha creato una buona occasione per discutere in modo approfondito di tematiche che ci stanno a cuore, non sono mancati anche esempi concreti italiani ed esperienze di casi internazionali. Questa e’ l’ottima premessa iniziale: “L’Enterpise 2.0 si e’ imposta a livello internazionale come cambiamento radicale nel modo dioperare delle organizzazioni per potenziare l’innovazione, migliorare le performance, ridurre i costi, diffondere l’apprendimento, costruire appartenenza e motivazione”; e questi gli ottimi obiettivi iniziali: “una riflessione a 360° sugli impatti organizzativi e di business che l’Enterprise 2.0 introduce, un’esplorazione completa dei diversi ambiti di intervento dell’Enterprise 2.0 (tagging, blog, wiki, fedd, open innovation, widget), un taglio operativo focalizzato su casi applicativi e metologie/strumenti collaudati sul campo, l’ingaggio di speaker di primaria importanza a livello internazionale nei rispettivi ambiti di azione

FORUM CONTENT. PANEL 1: Un panorama sull’Enterprise 2.0 e sul suo valore strategico per le organizzazioni

* Passato e futuro a confronto. Le dinamiche tra generazioni nell’Enterprise 2.0 – Norman Lewis

Intervento denso di riflessioni di spessore con una visuale molto ampia che spazia dalla Generazione X alla Generazione Y … in pratica vedendo la tecnologia attraverso le generazione. Cercando di capire la Generazione dei Nativi Digitali con lo scopo di costruire una prolifica Enterprise 2.0 e non dimenticando di gestire il passaggio di paradigma culturale che la tecnologia sta portando con se. I gggiovani d’oggi approcciano alla tecnologia come ad un intensa esperienza, in cui cercano di esprimere una propria identita’ e relazionane, in questo senso le aziende si troveranno a gestire una generazione non abituata alla gerarchia.

* Non e’ (solo) tecnologia! l’Enterprise 2.0 come nuovo paradigma organizzativo e strategico – Emanuele Quintarelli.

Il titolo dell’intervento spiega perfettamente il focus dell’intervento di @absolutesubzerol’E 2.0 e’ nuovo paradigma organizzativo che provoca impatti reali e potenziali sull’attuale struttura organizzativa ed un cambio di mentalita’ aziendale. In questo contesto ci si interroga quale siano le cause che fanno morire un progetto … spesso emerge il tecnicismo e viene venduta all’azienda una soluzione informatica senza aver ben valutato la reale esigenza dell’azienda.

PANEL 2: Enterprise 2.0: Strumenti e storie di successo internazionali

* Costruire comunita’ web che aggiungono valore – David Terrar

Analisi dei fattori di successo nelle Community On-Line, in particolare tramite quali leve motivare i membri della comunità, come si può rendere democratica una community e su come valorizzare i contenuti persone. Ci si dovrà preparare a perdere il controllo, senza dimenticare di integrare la community con l’attivita’ strutturata dell’azienda.

* Analisi dei network sociali. Le conversazioni informali come asset tangibili per l’azienda – Laurence Lock Le

Questo intervento ha spiegato molto bene cosa sono e come possono essere utilizzate le reti sociali, identificando il valore delle relazioni anche fuori dai confini aziendali. Incamerando ed elaborando i dati sulle interazioni sociali.. che si possono trasformare in ottime informazioni rappresentate in esplicativi grafici.

* Coltivare Wiki per cambiare l’organizzazione ed aumentare i profitti – Stewart Mader

Concordo con il consiglio di Stewart: scegliere un dipartimento, che sara’ pilota del progetto, e poi chiedere ad ogni dipendente cosa cambierebbe nel proprio workflow. In particolare ha puntualizzato 8 buoni motivi per usare un wiki in azienda: Spaces, estensione virtuale di uno spazio fisico, Burn Raising quando qualcuno inizia un lavoro insieme, qualcuno aiuta l’altro, il wiki è il fulcro di un lavoro di squadra, Better meetings, Onboarding, spazio dove i collaboratori possono condividere le informazioni, Sharing, expertise & visibility, Security, sucurezza dei dati pubblicati su un wiki.

* Il “Social tagging” per liberare l’intelligenza collettiva – Thomas Vander Wal

* TamTamy: la risposta alle esigenze dell’Enterprise 2.0 Emanuela Spreafico
Slides

* “Thinking out of the inbox”: piu’ collaborazione riducendo le e-mail – Luis Suarez

Abile oratore, talk veramente empatico e ci ha fatto riflettere sul fatto che ormai non ha piu’ senso utilizzare l’ e-mail come strumento di lavoro in azienda, la Killer Application per antonomasia verrà soppiantata da strumenti sociali molto piu’ efficaci. La conoscenza sta nelle persone e non nelle e-mail.

* Consumerizzare i servizi aziendali per avvicinarsi ai propri clienti – Ran ShribmanWorklight

CASE HISTORY:

* L’esperienza IBM: I social media nell’azienda globale Dario de Judicibus

E’ necessaria la perdita di controllo da parte delle aziende che decidono di delegare, di affidare ai propri dipendenti maggiore autonomia e responsabilizzazione (delega = collaborazione).

* Casi italiani a confronto Andrea Ferri (Vodafone Italia), Diego Gianetti (BTicino), Stefano Schiavo (Lago)
Ottimi Case History

ENTERPRISE 2.0 @ WORK. Come portare l’Enterprise 2.0 nella tua organizzazione (Tutti i Relatori)

Qui si e’ messo ben in risalto il vero significato del termine Enterprise 2.0 cioe’ il cambiamento culturale aziendale nel condividere tutte le informazioni che poi verra’ supportato dalle tecnologie adatte a questa nuova filosofia. Inoltre spesso ci si dimentica il vero valore aggiunto risiede nelle singole persone che lavorano in azienda e la qualita’ delle connessioni che scaturiscono dalla condivisione delle informazioni.

IMHO. Una Full Immersion (7 ore) molto completa dal punto di vista dei contenuti sono stati affrontati tutti i molteplici aspetti …. sociali, tecnologici, organizzativi, generazionali, culturali; in conclusione sostengo che l’evento sia stato organizzato complessivamente bene, soprattutto e’ da elogiare la professionalita’ delle interpreti che hanno fatto una traduzione impeccabile nonostante la velocita’ forsennata con cui alcuni speaker hanno esposto i loro speach, l’unico appunto e’ che non sono riuscito a connettermi al wi-fi dell’universita’ dedicato agli ospiti… va bene le restrizioni della Legge Pisanu, ma proteggere la connessione con WPA-PSK con TKIP, Proxy dedicato, User & Pwd mi sembra un po’ eccessivo … inoltre un po’ d’aria condizionata non sarebbe guastata. 😉

Effettivamente durante l’evento ho fatto poco networking nonostante erano presenti molti Business Man con cui mi sarebbe piaciuto conversare… va beh…. intanto mi sono connesso su LinkedIn con tutti i relatori! 😉

RESOURCES: Summerize, Twemes, LinkedIn Group , FaceBook Group

Inoltre mi sembra degna di nota la conversazione nata dal post di Gianandrea piu’ di 20 commenti uno meglio dell’altro! 😀

EMANUELE QUINTARELLI ROCKS.Creando un’organizzazione dinamica possiamo rispondere piu’ facilmente all’imprevisto, e proprio i sistemi del web 2.0 sono i piu’ dinamici perche’ prendono forma in base all’uso che nefanno le persone. Questi temi sono entrati prepotentemente nell’azienda e di alcune di queste pratiche, come la Social Network Analysis, sentiremo parlare molto nei prossimi mesi

Ciao
4 EveR YounG

P.S.: Trovi il post di Francesca riguardo l’evento qui.

Oggi ho visto il lago illuminato dal sole del tramonto mentre mi allontanavo in treno da Varese. E una farfalla blu posata sulla rotaia nella stazione di non so cosa.

Dai corridoi della metropolitana della Stazione Centrale ho visto un pezzetto bello tondo di cielo d’estate sopra di me, come cantano i Baustelle, e a sera i pesci dei Navigli nuotare contro corrente salendo di poco ma salendo da soli, ricordandomi Cirano.

E passando alle 3 del mattino, ho visto la mezza luna crescente alta in cielo sopra le guglie del Duomo in una piazza deserta e bellissima.

Provincia vs Milano 1-0

maggio 8, 2008

Varie volte, con varie persone, forse anche qui, ho parlato di quanto mi piace Milano e di quanto vorrei riuscire, un giorno, a trasferirmi lì per lavoro. Beh, oggi mi è successa una cosa che difficilmente potrebbe mai succedermi nella città. A Senigallia per una riunione da un cliente con il mio collega-capo, lungo la strada del ritorno il suddetto collega-capo si è ricordato che doveva fare la spesa per la famiglia. Tipo pane, latte e derivati. Quindi, cosa abbiamo fatto? Parcheggiata la macchina alle porte di un piccolo e caratteristico paese sulla via per l’entroterra siamo scesi alla ricerca di un forno e cose simili. C’è scappata anche una tappa al bar per un sorso di rum (e che ci fa se non erano nemmeno le 18.00!), poi giro al piccolo supermercato in centro per assicurare la cena al mio capo e famiglia e di nuovo verso l’ufficio.
Quando mai, in un pomeriggio di lavoro, ci scappa una mezz’ora di puro relax-gita turistica-commissioni casalinghe col proprio capo. Ma il mio capo è così, e mi piace anche per questo.
A Milano saranno pure votati al lavoro, ma lo siamo anche noi. Loro, però, riescono ad essere ancora così umani?

Sveglia alle 6, treno Loreto-Milano, arrivo alle 12.55, Stazione Centrale immersa nel sole, metro verde per Porta Genova (sbagliando fermata) e almeno un’ora di cammino, con borsoni al seguito e imprecazioni contro noi stessi per non aver portato i trolley, per arrivare all’albergo. Un pò di riposo, cambio d’abito e di scarpe e poi, via, pronti per girare la città! Piazza Duomo piena di gente e con colonna sonora di Bella Ciao e La Locomotiva. Prima volta dentro al Duomo, semplicemente imponente! Cena in corso Como, scoprendo una parte della città sorprendentemente adorabile.

Ritorno in albergo, esausti. Ma tutti i caffé presi durante la giornata per non soccombere alla sveglia mattutina tengono sveglia me e la mia compagna di stanza a parlare fino alle 3. E la sveglia fissata il giorno prima per non perdere il treno, che avevo dimenticato di disattivare, ci sveglia – o almeno ci prova – di nuovo alle 6! Comunque, alle 8.30 tutti fuori per vedere il mastodontico Castello Sforzesco (previa colazione nel Bread & Breakfast consigliato), le sue stanze affrescate che tolgono il fiato e guardare i gruppi che fanno Tai Chi Chuan al sole di Parco Sempione.

Arrivare a Santa Maria delle Grazie per vedere L’Ultima Cena e scoprire che occorre la prenotazione obbligatoria, ma consolarsi con una bella chiesa e un chiostro fiorito che ispira tranquillità. E poi i Navigli, che anche se non c’entra niente mi fanno tanto ripensare ad Amsterdam.

E poi i palazzi, ovunqe cammini, porta Ticinese, vedere il cartellone pubblicitario del nostro cliente, il negozio di guanti sotto la galleria, maledirsi per non aver avuto tempo di vedere la Scala e un sacco di altre cose, che resteranno lì per un prossimo viaggio. E scoprirmi a cercare annunci di affitti, sognando un futuro trasferimento.

In partenza per Milano

aprile 24, 2008

Domani festa, è il 25 aprile, e con degli amici abbiamo programmato una gitarella a Milano. Non vedo l’ora di partire, passeggiare sui Navigli, vedere il Castello Sforzesco, magari salire fino in cima al Duomo e, spero, riuscire a prendere uno di quei tram di Milano che mi piacciono tanto, con quel loro vecchio stile.

Il treno è ancora un problema, perché è pieno. L’albergo in cui avevamo fermato due camere qualche giorno fa non ci ha ancora dato la conferma della prenotazione… Ho dovuto fare la lavatrice e spero che qualcosa si asciughi in tempo per domani. Devo ancora preparare la valigia, farmi la doccia e lavarmi i capelli. Tutto, spero, in tempi brevi, così non andrò a dormire ad orari assurdi, visto che domani la sveglia suonerà abbastanza presto.

Al mio ritorno racconterò dei posti che ho visto, e spero che siano tanti e belli!