Sara si era fissata con Mirabilandia… Non c’era mai stata e voleva provare, quindi abbiamo approfittato del weekend lungo del 2 giugno.

Allora, ho fatto le torri gemelle, che poi si chiamano Discovery e Columbia, e ho urlato tutta l’aria che avevo in corpo. Praticamente una ti spara in aria, mentre l’altra ti fa salire lentamente per poi buttarti giù. Entrambe 65 metri di altezza e una accelerazione di 30m/s… Fortuna che le abbiamo fatte entrambe e quindi ci hanno riequilibrato, sennò ora sarei qualche centrimetro più alta o più bassa!

Quella che ti spara in aria non ti dà nemmeno il tempo di pentirti di essere salita, mentre con l’altra hai tutta la lenta salita di 65 metri per chiederti chi cavolo te l’ha fatto fare, e qualche secondo a gambe penzoloni sopra la Pianura Padana per cercare di non guardare giù e chiederti se qualcuno ti sentirà urlare “scusate, ho un pò paura, potreste farci tornare giù molto lentamente?”. Credo di aver urlato in un modo di cui mai mi sarei pensata capace… comunque non ho avuto un infarto, che è già qualcosa considerata l’età che comincia ad avanzare e il mio stile di vita affatto salutista.

Se vi capita, poi, fate il Pakal: io ci son salita tutta tranquilla, pensando che non fosse niente di ché, invece quel cavolo di carrellino sparato a velocità pazzesca a fare curve su curve svoltando solo all’ultimo ti fa temere che alla prossima sarai catapultato fuori. E non è bello, quando non sei psicologicamente preparato.

(e per finire, tanto perché il web mi piace da matti, ma in fondo sono una scrittrice romantica, da bic e foglio di carta – e smemorata – vi racconto che lo spunto per questo post l’ho scritto sulla confezione di uno stuzzicadenti al tavolo del ristorante… ed è dura farci stare tutto, ma Twitter insegna la brevità!)

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