E ancora la Carfagna…

luglio 9, 2008

“Ma ce l’hai proprio con la Carfagna!”, mi ha detto qualche tempo fa la Signorina G. Forse si, lo ammetto, non mi sembrava la scelta migliore per rappresentare il concetto di Pari Opportunità…

Col passare del tempo le cose non sono migliorate molto, eppure ero ancora pronta a ricredermi. E poi mi ritrovo a leggere della manifestazione a Roma, delle intercettazioni e della Guzzanti. Non so molto bene cosa pensare, perché non è ancora confermato che le intercettazioni siano vere o meno.

In ogni caso sono molto delusa. Se le “accuse” sono vere è semplicemente vergognoso che ci sia un uomo capace di dare un incarico ad una donna solo come ricompensa per le sue prestazioni… e che ci sia una donna con un’integrità morale tale che le consente di accettare un posto di lavoro sapendo benissimo il motivo per cui lo riceve.

E se, invece, le “accuse” non fossero vere? Cosa devrei pensare? Che, di nuovo, si cade nel luogo comune che una bella donna, pur con un passato che, considerato il ruolo che le è richiesto di coprire, definirei discutibile, sia potuta arrivare a quella posizione solamente perché ha usato la leva del sesso.

E poi, l’ultima considerazione… quoto la Guzzanti che dice “non puoi mettere alle pari opportunità una solo perché ti ha succhiato l’uccello, se ne deve andare!”. Sacrosanto, ma perché ha dimenticato di dire che dovrebbe andarsene sia chi ha dato sia chi ha preso? … in entrambi i contesti.

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Costruzioni per 70 milioni di metri cubi. Lo dice la Gabbanelli a Report. E’ quello che è previsto dal piano regolatore di Roma. E ti dicono che lungo l’Appia c’è il parco archeologico più grande al mondo, ma che già ci hanno costruito intorno di tutto, e in base a questo piano si costruirà ancora. E poi Parigi, stessi abitanti di Roma ma molto più piccola per estensione. Eppure 14 linee della metro contro le 3 di Roma. E un tizio che dice che lì prima costruiscono le strade, poi pensano l’architettura.
E come al solito ti fanno pensare che tutto il mondo sappia fare le cose meglio di noi. Che in qualsiasi altro paese europeo le cose funzionino, invece da noi no. Che c’è sempre qualcuno pronto a cercare il proprio guadagno, invece che il benessere collettivo.
E mi chiedo se mai il nostro paese riuscirà a cambiare, se mai noi riusciremo a cambiare.