Chi SEO?

novembre 10, 2008

Queste settimane a lavoro sono state settimane di rinnovamento. Abbiamo lanciato il nuovo sito, che rivela una nuova concezione di noi stessi. In realtà credo che fosse già nella nostra natura, solo ora usiamo tutti gli strumenti per “metterci” in pratica.
E da adesso divento ufficialmente anche “aspirante community manager“, e linka che ti rilinka si arriva alla fonte del mio nuovo mantra. Si beh, che significa che sto imparando e presuppone già che l’obiettivo è chiaro e ben definito: diventare presto “a tutti gli effetti”.

E allora ho iniziato a infilare le mani in Google Analytics, a rovistare tra SEM e SEO e tutto il resto. E girovagando sono arrivata anche qui. Io non ne so mezza, ma se il quiz serve a capire quanto ne sai, magari serve anche a identificare i fondamentali da cui partire.

Praticamente una settimana di silenzio… E ora? Potrei parlare di molte cose che ho appuntato mentalmente in questi sette giorni. Ad esempio di Mara Carfagna che non ha concesso il patrocinio del suo ministero al Gay Pride. Magari qualcuno le spiegherà, strada facendo, che cosa significano “pari opportunità”… ma visti i suoi compagni di governo ne dubito.

Oppure della neopresidente di Confindustria, che inizia il suo mandato con un morto sul lavoro. Un operaio schiacciato da un carico di tubi alla Marcegaglia di Casalmaggiore. E non è un buon inizio.

Potrei raccontarvi che una sera, guardando uno di quei quiz in tv, alla domanda su “cosa incantava col suo flauto il Pifferaio Magico” nella famosa fiaba dei Fratelli Grimm il concorrente di turno ha risposto “non conosco molto le fiabe”. E potrei dirvi che ho provato tristezza per questa risposta, perché se non riusciamo a conservare quel poco della magia della nostra infanzia come si può affrontare il futuro? E renderlo bello per i nuovi bambini.

E’ successo anche che un ragazzo a Torino si è dato fuoco perché non gli avrebbero rinnovato il contratto a tempo. E il suo datore di lavoro, intervistato dal solito sconcertante Tg5, ha avuto il coraggio di fare questa agghiacciante dichiarazione: “io l’avevo assunto perché sembrava soffrire di un complesso d’inferiorità, quindi pensavo che non avrebbe creato problemi, invece si è rivelato diverso e allora ho deciso di licenziarlo”… Se siamo arrivati a questo punto, con assunzioni determinate da quanto si può sottomettere una persona ed esercitare autorità su di lei senza che crei problemi siamo davvero in un mondo in cui non sono fiera di vivere.

Questa settimana ho anche fatto più volte ricorso ad un farmaco antidolorifico… nonostante Mauro, molto protettivo, mi dica sempre di non esagerare e cerchi di convincermi a non prenderlo. E nei giorni scorsi si è letto che pare che siano state pagate mazzette per evitare controlli sull’Aulin. Mai approvato negli Stati Uniti e in Giappone, ritirato nel 2002 in Spagna e Finlandia e nel maggio 2007 in Irlanda, in Italia viene venduto regolarmente.

Io, comunque, sono ancora fiduciosa che si possa vivere in un mondo un pò migliore, e per infondere un pò di bontà vi segnalo questo.

Provincia vs Milano 1-0

maggio 8, 2008

Varie volte, con varie persone, forse anche qui, ho parlato di quanto mi piace Milano e di quanto vorrei riuscire, un giorno, a trasferirmi lì per lavoro. Beh, oggi mi è successa una cosa che difficilmente potrebbe mai succedermi nella città. A Senigallia per una riunione da un cliente con il mio collega-capo, lungo la strada del ritorno il suddetto collega-capo si è ricordato che doveva fare la spesa per la famiglia. Tipo pane, latte e derivati. Quindi, cosa abbiamo fatto? Parcheggiata la macchina alle porte di un piccolo e caratteristico paese sulla via per l’entroterra siamo scesi alla ricerca di un forno e cose simili. C’è scappata anche una tappa al bar per un sorso di rum (e che ci fa se non erano nemmeno le 18.00!), poi giro al piccolo supermercato in centro per assicurare la cena al mio capo e famiglia e di nuovo verso l’ufficio.
Quando mai, in un pomeriggio di lavoro, ci scappa una mezz’ora di puro relax-gita turistica-commissioni casalinghe col proprio capo. Ma il mio capo è così, e mi piace anche per questo.
A Milano saranno pure votati al lavoro, ma lo siamo anche noi. Loro, però, riescono ad essere ancora così umani?

Traslochi

aprile 23, 2008

Interessante cercare di capire perché mi sono sentita strappare via qualcosa quando oggi mi hanno comunicato che da domani dovrò cambiare postazione in ufficio. Cambio di scrivania, cambio di stanza, cambio di computer, cambio di compagni di stanza, cambio di prospettiva visiva…

Non so, sono affezionata alla mia postazione, è sempre stata quella da quando ho fatto il salto da stagista a account. E’ vero, molte volte l’ho odiata quella postazione, perché era nel mezzo del passaggio di tutti, e ci avevo messo mesi a trovare un mio modo di organizzarmi per sgomberare la scrivania.

Da domani, invece, faccio cambio con un mio collega. Passo nell’altra stanza, quella che dà sul retro, quella buia, più incasinata, più soffocante. Passo nella postazione nell’angolo, quella con la libreria e le mensole che incombono dietro… per me che ho bisogno di aria, di spazio, di luce, di respiro.