Oggi ho visto… (capitolo 4)

settembre 5, 2008

Oggi ho visto la terra buttarsi nel mare e le case aggrapparsi ognuna a quella più vicina. O forse tenersi per mano, pronte a saltare tutte insieme. E una signora, seduta a una panchina, ritrarre questo paesaggio. Ho visto un vecchio pescatore rifilare la sua rete appoggiato sul molo. Una signora inseguire il suo cappello portato via dal vento, come in un romantico film. Ho visto un ragazzo sorridere alla sua bambina e mettersela a cavalcioni sulle spalle, per farle vedere altri bambini che giocavano ad un gioco antico.

Ho visto anche un ragazzo sorridere con gli occhi e con tutto il volto, e ci ho rivisto altri occhi e un altro volto che pure si illuminava ad ogni sorriso. Ho visto vecchie barche colorate riposarsi nei porticcioli, cariche di storia, di sveglia all’alba, di fatica e di sudore… e per questo molto più belle dei lussuosi yacht che, invece, ho visto a Portofino.

Ho visto delfini, foche, squali, pinguini, tartarughe marine e miriadi di altri pesci, tutti rinchiusi nelle vasche dell’acquario di Genova. E un piccolo polipo camminare libero vicino ai nostri piedi nel mare trasparente di Monterosso. Dall’alto di un ascensore ho visto, in una occhiata, una città che ho sempre pensato “credo che mi piacerebbe viverci”, e ora che l’ho vista non mi ha affatto delusa.

Ho visto ragazzi fare gli occhi dolci, per poi scoprire che avevano altre donne, grandi e piccole, ad aspettarli a casa. E non ho visto in quegli occhi dolci neanche una traccia di pentimento.

Sveglia alle 6, treno Loreto-Milano, arrivo alle 12.55, Stazione Centrale immersa nel sole, metro verde per Porta Genova (sbagliando fermata) e almeno un’ora di cammino, con borsoni al seguito e imprecazioni contro noi stessi per non aver portato i trolley, per arrivare all’albergo. Un pò di riposo, cambio d’abito e di scarpe e poi, via, pronti per girare la città! Piazza Duomo piena di gente e con colonna sonora di Bella Ciao e La Locomotiva. Prima volta dentro al Duomo, semplicemente imponente! Cena in corso Como, scoprendo una parte della città sorprendentemente adorabile.

Ritorno in albergo, esausti. Ma tutti i caffé presi durante la giornata per non soccombere alla sveglia mattutina tengono sveglia me e la mia compagna di stanza a parlare fino alle 3. E la sveglia fissata il giorno prima per non perdere il treno, che avevo dimenticato di disattivare, ci sveglia – o almeno ci prova – di nuovo alle 6! Comunque, alle 8.30 tutti fuori per vedere il mastodontico Castello Sforzesco (previa colazione nel Bread & Breakfast consigliato), le sue stanze affrescate che tolgono il fiato e guardare i gruppi che fanno Tai Chi Chuan al sole di Parco Sempione.

Arrivare a Santa Maria delle Grazie per vedere L’Ultima Cena e scoprire che occorre la prenotazione obbligatoria, ma consolarsi con una bella chiesa e un chiostro fiorito che ispira tranquillità. E poi i Navigli, che anche se non c’entra niente mi fanno tanto ripensare ad Amsterdam.

E poi i palazzi, ovunqe cammini, porta Ticinese, vedere il cartellone pubblicitario del nostro cliente, il negozio di guanti sotto la galleria, maledirsi per non aver avuto tempo di vedere la Scala e un sacco di altre cose, che resteranno lì per un prossimo viaggio. E scoprirmi a cercare annunci di affitti, sognando un futuro trasferimento.